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mercoledì 10 novembre 2010

Franco Califano chiedo aiuto economico

Vorrei fare una premessa,prima di iniziare questo mio articolo sulla vicenda incredibile che ha visto come protagonista Franco Califano, uno degli autori più importanti e veri che la nostra musica italiana ha, quella di considerare la bravura artistica di Franco Califano, detto il califfo,anche se a volte non ho condiviso il suo modo di vivere e di affrontare la vita, ma credetemi non posso proprio io fare una predica.
La vicenda che mi ha colpito è la sua richiesta se pur leggittima di aiuto allo Stato Italiano e alla Regione Lazio, di assistenza. Subito con il Ministro Bondi e il Presidente della Regione Lazio Polverini gli hanno concesso un aiuto economico.Allora mi chiedo se è possibile che un uomo, dimentichiamo per un attimo che si tratta di Franco Califano, che nella sua vita ha creato molto, ha dato moltissimo alla musica e nello stesso tempo ha guadagnato tanti soldi per poi spenderli in affari e vizi propri, possa essere una volta finiti questi aiutato dalle istituzioni. Penso alle tante persone che ogni giorno vengono licenziate dalle aziende italiane e che per tutta la loro vita si sono alzate alle 5 del mattino per vedere a fine mese in busta paga l'assegno di € 500,00 ed un giorno dire alla propria moglie ed ai propri figli, papà non ha più un lavoro, facendo anche credere che la colpa sia della crisi ma non potendo più dare alla propria famiglia un piatto caldo e forse anche un tetto sulla testa.
Vi ricordate la canzone di Roberto Angelini "Il signor domani" che diceva forse quello che io in un lungo e forse inutile articolo non riesco a spiegare "..Puntualmente ogni mattina consegnava i suoi giornali,aveva 34 anni sulle spalle un matrimonio in pezzi e debiti e cambiali c'era suo figlio unico orgoglio ultimo appiglio per non naufragare e ogni sera prima di dormire gli ripeteva le stesse parole.I mesi trascorrevano veloci dal caldo al freddo alle luci che preannunciavano il Natale il 22 mattina una lettera di licenziamento per un taglio netto al personale ora non avrebbe più potuto regalare al figlio un giorno speciale..."
"..quella notte non dormiva aspettava l'ora giusta per andare una calza in testa e in tasca una pistola e quattro colpi per sperare tutto andava per il meglio fino a quando un metronotte vide un'ombra attraversare la vetrina ormai scoperto si gira ha paura prende la pistola spara ma l'altro sparò prima."
Scusami Califfo ma c'è tanta gente che avrebbe bisogno di un aiuto da parte delle Istituzioni ed anche altri tuoi colleghi come Francesco Nuti, abbandonato alla sua malattia e dimenticato, se non fosse per un saluto che il Festival del cinema di Roma gli ha lanciato.

Gianluca Morabito