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lunedì 6 dicembre 2010

calciatori = immorali

Prima di fare alcune considerazioni sullo sciopero che coinvolge il mondo del calcio, trovo corretto evidenziare i punti di contrasto e di richoesta da parte dei calciatori:

1: flessibilità del contratto con eventuale riduzione di ingaggio in caso di retrocessione;

2 e 3: attività extracalcistica e comportamento fuori dal luogo di lavoro dovranno avere un regolamento discusso insieme;

4: cure mediche che i calciatori potranno effettuare dove vorranno ma sempre sotto la supervisione della società d’appartenenza;

5 e 6: provvedimenti disciplinari da quantificare e conseguenti collegi arbitrali - in caso di controversie - da ridefinire.

Lo sciopero nasce dunque per il mancato accordo sui punti 7 e sul punto 8: Per la Lega un calciatore non dovrebbe rifiutare il passaggio ad un club dello stesso livello e che gli garantisca le stesse condizioni contrattuali, nel caso il club di appartenenza trovasse l’accordo con la nuova società per la vendita. In caso di rifiuto del giocatore, il suo contratto s’intenderebbe rescisso automaticamente con una multa da pagare da parte dello stesso calciatore pari al 50% dello stipendio.

Dopo aver elencato i motivi del contendere, penso sia ignobile pr non dire allucinante che nel nostro paese e sottolineo solo in Italia, persone come i calciatori che guadagnano centinaia di milioni di euro al mese, escludendo i grandi favori e sconti e regali che negozi di abbigliamento milanesi e romani n particolare offrono loro per una pubblicità notturna, queste stesse persone possano mettersi e sfruttare lo stesso strumento utilizzato dai metalmeccanici, operai, insegnanti,dipendenti pubblici vari i quali perdono la paga del giorno di sciopero per chiedere € 50,00 in più a fine mese su una busta paga che non arriva a € 1.000
VERGOGNA

Gianluca Morabito